Acaya Golf Club

Strada Comunale di Acaya KM 2
73029 Vernole (Le)
Tel.+39 0832 861385| Fax +39 0832 861384

info@acayagolfclub.com
www.acayagolfresort.com

Il Golf Club Acaya viene fondato nel 1996, i lavori di costruzione del campo seguiti dall’architetto Italiano David Mezzacane risalgono al 1998 e verranno ultimati nella primavera dell’anno 2000; nel 2003 si completeranno le strutture alberghiere e ricettive. Nell’anno 2008 il Circolo Acaya Golf & Country S.S.D. a R..L. è subentrato all’Associazione Sportiva Acaya Golf Club, con Approvazione del Consiglio Federale del 1° Febbraio 2008. Per ciò che concerne l’impianto da Golf, a distanza di quasi dieci anni dalla costruzione, sono emersi una serie di problemi tecnico-strutturali sul manto erboso, sull’impianto di irrigazione e sulla impermeabilizzazione dei laghetti artificiali e, quindi, il campo risultava poco apprezzato e poco piacevole per il giocatore medio tipico di un campo turistico. Di conseguenza, si è incaricato lo studio “Hurdzan-Fry”, uno dei principali e prestigiosi studi mondiali di architettura del golf e già vincitore di numerosi premi internazionali, di procedere ad una profonda ristrutturazione tecnica ed agronomica e all’integrale rimodellamento del campo per raggiungere un livello di gioco da championship. Uno dei principi perseguiti è stato quello di realizzare un campo che costituisse un terreno di confronto opportuno e giusto per tutti i livelli di gioco, professionistico o amatoriale, di uomini, donne e juniores. Preservare, quindi, l’approccio egualitario del golf, che è uno dei principi storici del sistema “democratico” degli handicap, e far utilizzare al giocatore tutti e quattordici i ferri e legni che si porta nella sacca. All’interno di un contesto naturale di rara bellezza, immerso nel verde della macchia mediterranea, “pregiata vegetazione spontanea”, si snoda elegantemente su una natura che lo ospita e che ne esalta le caratteristiche, uno splendido percorso a 18 buche Par 71 di m. 6.156 di lunghezza (Tee Professionisti). Il campo è stato completamento rifatto, l’andamento ed il flusso delle buche è stato rimodulato perseguendo la miglior armonia possibile tra caratteristiche naturali e modalità dei colpi; sono stati costruiti battitori di dimensioni generose, inconsuete per l’Italia, che consentono, in conseguenza delle diverse abilità e lunghezze esprimibili dai diversi livelli di gioco, angoli diversificati di attacco ed aree differenti di atterraggio a seconda della posizione delle bandiere. La configurazione del percorso creata dallo Studio Hurdzan – Fry consente su tutte le buche di vedere chiaramente gli ostacoli, la caduta della palla sul primo colpo e dal secondo colpo il green. La buca uno risponde ai requisiti precedentemente esposti: un dog leg a sinistra dotato di ampi spazi e di un green non impossibile, ma accattivante in forma di “cheap potato”; anche le buche due e tre concedono ampi spazi di atterraggio alla palla scagliata dal drive. Con la buca quattro iniziano le prime difficoltà: è uno dei più lunghi par tre del percorso e richiede attenzione, precisione e corretta scelta del bastone, protetto com’è a destra da due bunkers ed a sinistra tutto a volare sull’acqua. Il percorso prosegue con buche sportivamente e paesaggisticamente sempre più affascinanti: come la buca sette, un lungo green solcato da una notevole depressione trasversale che richiama alla mente la storica Biarritz Hole del celebre Yale University Golf Club. La otto è il par quattro più corto del campo che può ammaliarti con la relativa vicinanza del green ma che ti tende un agguato con le sottigliezze di un green complex pieno di sfumature e di rischi. La quattordici è un lungo par cinque, doppio dog leg, di oltre 500 metri. Una buca premio per chi la scaglia lunga; via con il drive e sul secondo colpo chi ha coraggio e classe scelga per un tentativo di birdie con legno al green, un green trasversale con schiena centrale e delicatezza di approccio. Dopo la lunghezza intimidente del par cinque ecco il par tre più corto del percorso:130 metri dal tee campionato, 93 metri dal tee donne, con un green piccolo e contornato di bunkers. Poi il gran finale con il par quattro della diciassette, che è la classica Cape Hole, e la diciotto, in leggera salita e dalle delicate traiettorie a correre tra macchia e bunker sulla destra ed una serie di laghetti sulla sinistra ad insidiare percorso e green: una buca bella e difficile che sigilla un grande campo da golf. E’ possibile vedere gli specchi d’acqua sulle buche 2, 3, 4, 10, 12, 16, 17, 18, spettacolare la cascata che taglia in due la buca 10 e 18. Sul percorso sono presenti 58 bunkers.

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